Il museo archeologico di Savona: una storia millenaria

All’interno della fortezza del Priamar, nel quattrocentesco Palazzo della Loggia, si trova il Museo archeologico di Savona. Esso conserva reperti di ogni tipo ed epoca, a testimonianza della storia millenaria della città, nonché dell’evoluzione della fortezza. Ma procediamo con ordine…

Appena entrati nel Museo, nella stanza della reception, ancor prima di accedere alla mostra vera e propria, se si alza la testa si può osservare un splendido soffitto ad ombrello, perfettamente conservato. Stile architettonico tipico del ‘400, molto raro da poter vedere in condizioni così ottimali. 8 vele irregolari convergono verso il pilastro centrale, formando l’insolita struttura ad ombrello appunto, del tetto della stanza a pianta quadrata.


DALL’ANTICHITA’ ALL’ALTO MEDIOEVO

Al piano terra sono conservati reperti che vanno dall’età del bronzo medio (2000 – 1550 A.C.) all’Alto Medioevo (476 – 1000 circa D.C.). Un grande quantitativo di anfore, utensili da lavoro e splendidi mosaici a testimonianza del fatto che già in età molto antica, Savona era un importante centro di passaggio, nonché scalo portuale, aperto al commercio nel mediterraneo. L’inizio di più intensa attività commerciale, può essere datato tra il IV e V secolo A.C., vista la notevole quantità di reperti rinvenuti, di provenienza greca, etrusca e provenzale.

Uno dei contenuti forse più emozionanti del Museo è rappresentato dai reperti della necropoli bizantina (IV – VII secolo D.C.), situata in origine sulla sommità del colle su cui si erge la fortezza.


A PARTIRE DAL BASSO MEDIOEVO

Al primo piano si trovano una serie di reperti, databili dal Medioevo inoltrato in poi. Molti prodotti di ceramica che testimoniano il primato di Savona, dal XII secolo, come uno dei più importanti centri di produzione lavorazione di tale materiale nel mediterraneo.

Sono stati rivenute anche parti dei cicli di affreschi presenti nella Chiesa di San Domenico, situata un tempo sulla sommità del colle del Priamar, all’interno del complesso Domenicano. Le opere appartengono ad artisti vari, risalenti al pieno del ‘400. Il quartiere è stato poi interamente raso al suolo dai genovesi, in seguito alla sottomissione definitiva di Savona nel 1528.

Pertanto, “Ciceroni a Savona” consiglia caldamente di visitare il Museo Archeologico della città, magari dopo aver esplorato la fortezza del Priamar nei suoi vari spazi visitabili. L’ennesimo tuffo nella storia delle epoche più disparate, che Savona è in grado di regalare.

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