Medioevo e dintorni a Savona: via Pia e i suoi palazzi nobiliari

Via Pia è l’arteria principale del nucleo storico di Savona, dalla quale si diramano vicoli e nascono piazzette lillipuziane. Era la strada dei signori, qui infatti si trova la maggior parte dei palazzi nobiliari, ai quali ci introducono incantevoli portali scolpiti nel grigio intenso dell’ardesia o nel candore del marmo. Per chi volesse mettere a tacere la fretta o abbandonare per qualche istante il controllo dello schermo dello smartphone e alzare lo sguardo, si aprirebbe uno scenario affascinante fatto di simboli religiosi, creature mitologiche, tralci di vite. Sull’architrave dei portali, la costante degli angeli che sorreggono una corona d’alloro. All’interno il cristogramma IHS, Cristo in greco antico, sormontato da una piccola croce, introdotta da Martino V per scongiurare ogni interpretazione scaramantica. 

Pio VII

Il nome antico della strada era Via dei Nattoni nel tratto che va dall’archivolto del Brandale a Piazza della Maddalena, il tratto successivo era Fossavaria (o Fossalvaria). Fu cambiato in Via Pia nel XIX secolo, poi il nuovo nome fu esteso a tutta la via in onore del papa Pio VII, tenuto prigioniero a Savona da Napoleone Bonaparte dal 1809 al 1812 e ancora, per circa due mesi, nel 1814.

Il toponimo Fossavaria rimane nella parlata dei vecchi savonesi (o nei ricordi dei loro discendenti) che identificavano quella che è l’odierna Via Mistrangelo – separata da Via Pia dal taglio operato nel tessuto urbano medievale da Via Paleocapa nella seconda metà del XIX secolo, e in realtà naturale prosecuzione della stessa – con l’espressione “in sce u fossu” (sul fosso). Probabile traccia dell’antica linea di demarcazione tra il borgo alto e la città vecchia.

Per tornare al papa Pio VII, al secolo Barnaba Chiaramonti, pare che lo stesso, nonostante l’esperienza della cattività, fosse rimasto affezionato alla città e in particolare devoto a Nostra Signora della Misericordia, veneratissima patrona di Savona, alla quale si rivolgeva per chiedere grazie.

Sisto IV

Insieme ai due pontefici di origine savonese Francesco della Rovere, Sisto IV,

Giulio II

e Giuliano della Rovere, Giulio II,

forma la triade papale che ha fatto sì che Savona sia detta “Città dei papi”.

All’imbocco di Via Pia, provenendo da Via Paleocapa, si incontra a sinistra il Palazzo Sormano, assai rimaneggiato, che ha avuto o forse subito nel corso del tempo numerosi utilizzi e interventi eclettici. Lo stato di conservazione è comunque ottimo, al contrario di tanti begli edifici lasciati in condizioni precarie.

Fatti pochi passi, a destra, il Palazzo Gavotti, prestigiosa sede del MUSA, la cui facciata porge su Piazza Chabrol. L’atrio del palazzo fu trasformato in porticato nel XIX secolo per collegare Piazza Chabrol a Via Pia. Sulla parete di destra del porticato, ora vivace zona commerciale e di svago con negozi e bar, spiccano due splendide lastre tombali medievali.

Proseguendo la perlustrazione in direzione sud-ovest, si incontra Piazza della Maddalena, piccola e suggestiva, autentico cuore del centro storico, nonché antico centro politico della fazione dei nobili. Sulla piazza domina il Palazzo Sacco Multedo (già Della Rovere) ornato da due tondi che riproducono gli stemmi dei papi savonesi.

Segue Palazzo Pavese Spinola, del XVI secolo,con avanzi di affreschi e grottesche nell’atrio e cortile a logge su tre piani.

Poco più avanti si affaccia su Piazza della Rovere il rinascimentale Palazzo Santa Chiara, o Palazzo Sangallo, dal nome del famoso architetto, allievo di Michelangelo, che lo progettò per Giuliano della Rovere. Rimasto incompiuto a causa dell’elezione al Soglio Pontificio del committente, presenta una bella facciata dalla doppia colorazione bianca e grigia a fasce sovrapposte. Gli interni, la corte che declina con una scenografica scalinata su Piazza del Duomo, avrebbero necessità di attenti lavori di recupero e di trovare un utilizzo degno di tanta maestosa bellezza.

Palazzo Sansoni, sull’angolo con la via omonima, chiude in bellezza con le sue caratteristiche duecentesche e sovrapposizioni del XVI secolo.

Oltrepassato un bell’archivolto, la via sfocia in Piazza del Brandale, autentico zoccolo duro della savonesità medievale, oggetto di un prossimo articolo.

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