Il Priamar: la fortezza di Savona


Uno dei più imponenti e maestosi lasciti della storia che Savona può offrire è, senza ombra di dubbio, la fortezza del Priamar. Essa si erige sulla costa savonese, in una posizione strategica in grado di dominare una vasta porzione di orizzonte, da ponente a levante. Il termine “Priamar” sta a significare “pria a mà”, appunto “pietra sul mare”, a rimarcarne l’aspetto e la collocazione. Il colle su cui si erge la fortezza ha ospitato il primo insediamento cui risalgono le origini della città, già dall’età del bronzo medio (2000 – 1550 A.C.). Gli scavi archeologici hanno poi rinvenuto resti di ceramiche del IV e V secolo A.C., di provenienza Etrusca, Provenzale e Greca, testimoniando così l’apertura al commercio nel mediterrano dell’antica Savona.

Prima della fortezza

L’altura del Priamar, in età romana, ha ricoperto un ruolo di secondo piano, conseguente al trasferimento della popolazione nella vicina Vado, (anticamente “Vada Sabatia”), utilizzata dai romani come scalo commerciale e punto nodale per la viabilità. Savona, torna a guadagnare centralità in coincidenza con la crisi dell’impero romano e dunque di Vado. L’Impero Bizantino, a partire dalla metà del IV secolo D.C., fa della città il capoluogo del territorio, principalmente per la posizione dominante del Priamar e per la sua insenatura portuale.

Nel 643 D.C. avviene la conquista longobarda della città che, ancora una volta, porta all’abbandono dell’altura. Per ben 2 secoli rimane disabitata quando, nell’ VIII secolo D.C., la popolazione vi trova nuovamente un rifugio sicuro. In quel periodo viene costruita l’antica cattedrale posizionata sulla cima del colle, contemporaneamente ad un insediamento fortificato di epoca alto medievale. Reperti e documenti rivenuti, dell’ XI secolo D.C., hanno poi testimoniato la presenza di un insediamento in pianura, alle pendici del colle, che andava diramandosi fino all’insenatura portuale.

Il primo vero e proprio apparato fortificato viene costruito nel 1213, da Genova, per poter controllare meglio la città, chiamato inizialmente Castello di Santa Maria poi, Castello Nuovo. Gli ampliamenti della fortezza fatti durante il corso del ‘400 sanciscono l’inizio della sparizione della cittadella antica(torri, case private). Il complesso religioso ha resistito per più tempo, con la Cattedrale di Santa Maria, il complesso vescovile e il convento di San Domenico. In particolare, la cattedrale, nel corso del basso Medioevo, grazie agli interventi dei papi Sisto IV e Giulio II, acquista importanza e bellezza, arricchendosi di opere d’arte. Con la sottomissione definitiva della città da parte di Genova nel 1528, la cattedrale, il convento, il complesso vescovile e le abitazioni private vengono distrutte (anche il porto viene interrato): il Priamar è diventato ufficialmente una fortezza.

La fortezza

La nuova struttura militare cinquecentesca che ha preso il posto della vecchia città, ideata dall’architetto Giovanni Maria Olgiati, ha ricalcato la conformazione delle due alture originarie. La fortezza dunque è stata divisa in due blocchi, il maschio e la cittadella. Il maschio corrisponde alla parte più alta del Priamar, nella cui piazza vi è il Palazzo della Loggia, unico edificio medievale rimasto, centro dell’autorità genovese. La cittadella invece corrisponde alla parte ovest della fortezza, più bassa e allungata. Quest’ultima viene sistemata tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600, con anche la costruzione del fossato. Soprattutto tra il 1683 il 1686, viene modificata tutta la parte esterna della fortezza aggiungendo bastioni, per colmare la vulnerabilità della struttura cinquecentesca, troppo alta.

Durante il XVIII secolo, vengono fatti altri interventi, interni alle mura, per migliorare la disposizione degli spazi. Pietro Morettini e Gaetano Perucco, progettano e fanno edificare il Palazzo della Sibilla, il Palazzo del commissario e il Palazzo degli ufficiali. Questi vanno a formare una piazza interna (nel piazzale d’armi del maschio), affiancandosi al preesistente Palazzo della Loggia (dove attualmente ha sede il Museo Archeologico). Sempre nel corso del ‘700, la fortezza è teatro di aspre battaglie durante la guerra di successione austriaca, tra genovesi e austro piemontesi, conquistata da questi ultimi nel 1746, poi ripresa da Genova nel 1750.

Nel 1815, con l’annessione della Liguria al Piemonte, la fortezza conclude la sua storia militare, diventando poi una prigione. Il Palazzo del Commissario è famoso per essere stato il luogo di reclusione di Giuseppe Mazzini, tra il 1830 e il 1831, le cui celle sono attualmente visitabili. Nel 1878 la fortezza viene radiata dal novero delle fortificazioni italiane del Regno d’Italia, avviandosi così ad una progressiva riconversione in area industriale o per passeggiate.

Oggi

Il lavori di restauro del complesso si avviano dal 1950, riportando il Priamar al suo odierno splendore e dando la possibilità al pubblico di poterlo visitare quasi per interno.

Il complesso oggi offre numerose attività e servizi:

  • Il già citato Museo Archeologico
  • Il Museo Sandro PertiniRenata Cuneo
  • Il Palazzo della Sibilla (che ospita spesso congressi e iniziative aperte al pubblico, oltre che il fantastico cinema all’aperto nei mesi estivi).
  • Un punto di ristoro interno
  • Aule studio aperte agli studenti
  • Un piccolo parco giochi interno per i bambini

Ai giorni nostri il Priamar è una imponente struttura che si erge al di sopra dei tetti del centro di Savona, offrendo, dalle sue alture, una vista mozzafiato su tutta la città e sul mare. Ottimo anche solo per passare un pomeriggio passeggiando, o rilassandosi nelle zone verdi seduti all’ombra di un pino marittimo. Nelle giornate più limpide, se si è particolarmente fortunati, si possono scorgere all’orizzonte persino le coste della Corsica. Un luogo unico che merita di essere scoperto e vissuto nella sua totalità.

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