Le torri ritrovate, le torri perdute

I danni della seconda guerra mondiale

E’ mezzogiorno, all’incirca, del 30 ottobre 1943, quando Savona viene colpita dal più terribile bombardamento aereo della sua storia. La zona interessata è quella che si affaccia sul porto, la più antica. Alla fine del bombardamento, durato oltre un’ora, si contano centosette vittime e un enorme cumulo di macerie. Su questa massa fumante di detriti, troneggiano le torri Guarnero (o Riario) e Corsi, di cui i savonesi quasi ignoravano l’esistenza. Emerse tragicamente dal soffocante abbraccio di un’edilizia disordinata che le aveva inglobate, erano e sono lì a testimoniare la follia della guerra e la maestria perduta degli antichi costruttori.

Costruite nel XII secolo, le torri furono mozzate per ordine di Genova – che le percepiva come un intralcio alla sua egemonia – nel corso del XVI secolo, epoca di decadenza e lutto per la città.

Per tornare al Medioevo

Un altro testimone del passato ha retto alla violenza della guerra e alle ingiurie del tempo. E’ il Brandale, edificato nella prima metà del XII secolo, la torre più alta e uno dei simboli più amati della città, tra le poche superstiti delle oltre cinquanta torri che affollavano il nucleo medievale. Era detta anche Turris perforata, dato che alla base si aprivano sei archi per consentire il passaggio in ogni direzione. Attualmente ne rimangono aperti solo due, che includono il vico dell’Archivolto.

I Savonesi lo chiamano “A Campanassa” (la Campanaccia) per via della campana posta al suo interno, il cui suono solenne accompagna da sempre i momenti belli e brutti della città. Sul significato del nome Brandale si sono fatte numerose ipotesi. Una delle più attendibili ne fa risalire l’origine a una sorta di antenato della gru, impiegato nel sollevamento dei carichi pesanti, infatti si ha notizia in un antico documento dell’esistenza di un brandale seu bancacia adibito a tale uso. Era la residenza dell’Abate del Popolo, carica istituita a seguito della riforma democratica del 1303, dopo disordini e violenze che ancora una volta avevano visto nobili e popolari darsele di santa ragione.

L’altezza della torre ha subito, nel corso dei secoli, variazioni significative. Dai 49,60 metri originari, ai circa 25 metri del 1552 (taglio imposto da Genova che con Savona non ebbe mai mano leggera) per poi passare ai 30 metri circa del 1583, fino al recupero totale dell’altezza originaria nel 1933.

Il Palazzo degli Anziani

Affiancato al Brandale, il Palazzo degli Anziani, edificato nel XIV secolo, sede dapprima dell’Abate del Popolo e in seguito, appunto, del Consiglio degli Anziani. Costruito sulla preesistente Loggia dei Popolari – versione “proletaria” della Loggia dei Nobili di Piazza della Maddalena – di cui rimane visibile qualche traccia alla base del fabbricato, ospita attualmente una raccolta di fregi e iscrizioni su pietra provenienti da antichi edifici scomparsi. Il Palazzo, rimaneggiato nel corso dei secoli, presenta una facciata seicentesca.

Porta Balnei

Splendida la cosiddetta Porta Balnei, che si riteneva appartenesse alla prima cinta muraria della città, mentre, più verosimilmente, si tratta di una loggia-porticato del XIV secolo. Gravemente danneggiata anch’essa durante il bombardamento del 1943, è stata ricostruita tal quale nell’immediato dopoguerra.

Dal Cinquecento al Settecento

Torri ritrovate dunque, anche se in una occasione luttuosa, e quelle perdute? Ebbene, è sufficiente sedere a un tavolino di un caffè del porto per notare – osservando la splendida quinta che si apre di fronte (occorre uno sguardo attento) – che parecchie di queste torri hanno lasciato traccia di sé nelle case dell’antico quartiere della Quarda. Inglobate nei palazzi, case-torre che sembrano voler mimetizzarsi tra le altre, basamenti rimasti a mo’ di abbaino sui tetti, quante! Mozzate per ordine della Superba nel 1544 per evitare il rischio – peraltro inesistente – di rappresentare una minaccia per la Fortezza del Priamar, o un ostacolo alla visuale dei dominatori. O più semplicemente per far capire al di là di ogni ragionevole dubbio chi fosse il padrone. Dallo scempio operato da Genova in quegli anni, compresi porto interrato, distruzione degli edifici religiosi e di cura degli infermi sul colle del Priamar, cinta muraria abbattuta, restrizioni alla libera navigazione e commercio, imposizione di balzelli gravosi, Savona non riuscì a risollevarsi che con l’arrivo dei Francesi a fine Settecento. Liberté, egalité, fraternité! Forse.

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